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CREME SOLARI – Come scelgo quella più adatta a me? (prima parte)

“A-A Abbronzatissima sotto i raggi del sole” Sì, ma come, quando, quanto, perché?! Edoardo Vianello ci diceva ben poco! Tranquilli, ci pensiamo noi a fare un po’ di chiarezza su questo argomento abbagliante.

Sì, perché abbronzarsi richiede una certa informazione. Con il sole non si scherza!

Qual è la composizione della luce solare?

La luce solare si divide in tanti tipi di raggi a seconda della loro lunghezza:

  • infrarossi;
  • visibili;
  • ULTRAVIOLETTI.

Questi ultimi sono quelli che ci interessano perché coinvolti nel processo di sintesi e maturazione della melanina, in particolare gli UVA e gli UVB (gli enfants terribile, gli UVC, fortunatamente sono schermati dall’atmosfera). Questo tipo di raggi sono filtrati in maniera poco efficiente dalle nuvole, che bloccano solo i raggi infrarossi responsabili della sensazione di calore quindi anche con il cielo coperto è importante proteggersi!

Gli UVB costituiscono una minima parte, il 5%, degli UV che arrivano alla pelle, ma possono fare molti danni! Possiedono una fortissima energia che scaricano sull’epidermide (lo strato più esterno che insieme al derma e all’ipoderma forma la pelle) che, però, non li percepisce con alcuna sensazione perché si tratta di raggi freddi.

Gli UVA ricoprono il restante 95%. Sono i fratelli maggiori, meno energetici e all’apparenza innocui, ma in realtà sono più pericolosi degli UVB perché agiscono in profondità sul derma dove non esistono strutture biologiche di difesa. Sono i raggi comunemente utilizzati nelle lampade solari (dove sono potenziati di circa 12 volte rispetto a quelli provenienti dal sole).

Come reagisce la pelle?

Partiamo dal presupposto che queste reazioni si verifichino ogni qualvolta la pelle non è protetta correttamente:

  • ai raggi UVB reagisce nell’immediato arrossandosi, surriscaldandosi e, nei casi più estremi, con SCOTTATURE ed ERITEMI. Contemporaneamente vengono stimolati due meccanismi di protezione che hanno tempistiche meno immediate (2-3 giorni): la produzione di nuova melanina e l’ispessimento dello strato corneo (lo strato più superficiale dell’epidermide composto da cellule morte).
  • i raggi UVA hanno, invece, azioni dannose a lungo termine perché danneggiano il collagene, l’elastina e l’acido ialuronico e sono i maggiori responsabili del foto-invecchiamento. Sono stati a lungo ritenuti abbronzanti perché la pelle in effetti reagisce immediatamente con una leggera pigmentazione quando esposta ad essi, ma questo è dovuto al fatto che sono in grado solo di far maturare le molecole di melanina già formata in superficie, non di stimolare la produzione di nuova come, invece, fanno i raggi UVB.

Quindi non esaltarti troppo per quel leggero segno del costume che vedi la prima volta che prendi il sole in terrazza o ti fai una lampada solare; in realtà quella è un’abbronzatura poco duratura e superficiale.

Come si ottiene un’abbronzatura duratura?

Con il tempo per merito degli UVB, adottando tutti gli accorgimenti per evitare la comparsa degli effetti collaterali negativi:

  • esponeniti gradualmente, per periodi brevi (è meglio quattro ore nell’arco di una settimana che in soli due giorni);
  • evita le ore più calde (11-15) perché sono quelle in cui i raggi incidenti sono meno filtrati dall’atmosfera e sono, quindi, più dannosi per la pelle
  • utilizza prodotti contenenti filtri solari, sostanze in grado di assorbire o schermare le radiazioni UVA e UVB in modo più o meno esteso e con meccanismi diversi.

Come vengono classificati i filtri solari?

  • FISICI O MINERALI che fungono da “specchio” riflettendo le radiazioni;
  • CHIMICI OD ORGANICI che funzionano come molle assorbendo l’energia solare al posto delle cellule.

Quali filtri è meglio preferire?

La soluzione migliore per avere una buona spalmabilità e una certa resistenza del prodotto sulla pelle è combinare più filtri con meccanismi differenti, soprattutto per le protezioni più alte. (Lo puoi vedere, ad esempio, nelle nostre creme a protezione solare alta e molto alta)

Cosa significa il numeretto riportato sulle confezioni?

È l’SPF, il Sun Protecting Factor: quanto più è alto, tanto maggiore è la quantità di raggi UVB necessaria per provocare un eritema sulla pelle protetta con quel cosmetico, quindi, di conseguenza, minore sarà il rischio di scottarsi.

I troppi numeri sui prodotti solari in commercio ti confondono?

Per evitare questo la commissione Europea ha stilato delle linee guida per la classificazione in poche e semplici categorie:

  • spf 6 o 10 = protezione bassa;
  • spf 15, 20 o 25 = protezione media;
  • spf 30 o 50 = protezione alta;
  • spf 50 + = protezione molto alta

ATTENZIONE!!! Non esiste lo schermo TOTALE o l’SPF 100. Sono una bufala perché nessun prodotto riesce a filtrare la totalità dei raggi!

Fin qui tutto molto bello. Ma come si sceglie la protezione che fa al caso tuo?

Non perderti la seconda parte del nostro articolo!

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