fbpx
Slide toggle

Contatti

Lunedì - Venerdì: 09:00 - 17:30 Via dell’Industria snc 24040 Comun Nuovo (BG) 035 595722 info@lemomocosmetics.com

Raggi UV e abbronzatura: facciamo un po’ di chiarezza!

“A-A Abbronzatissima sotto i raggi del sole” Sì, ma come, quando, quanto, perché?! Edoardo Vianello ci diceva ben poco! Tranquilli, ci pensiamo noi a fare un po’ di chiarezza su questo argomento abbagliante.

Sì, perché abbronzarsi richiede una certa informazione. Con il sole non si scherza!

Qual è la composizione della luce solare?

La luce solare si divide in tanti tipi di raggi a seconda della loro lunghezza:

  • infrarossi;
  • visibili;
  • ULTRAVIOLETTI.

Questi ultimi sono quelli che ci interessano perché coinvolti nel processo di sintesi e maturazione della melanina, in particolare gli UVA e gli UVB (gli enfants terribile, gli UVC, fortunatamente sono schermati dall’atmosfera, anche se il buco dell’ozono ha permesso il passaggio di una piccola parte). Questo tipo di raggi sono filtrati in maniera poco efficiente dalle nuvole, che bloccano solo i raggi infrarossi responsabili della sensazione di calore quindi anche con il cielo coperto è importante proteggersi! (trovi questo e altri falsi miti sull’abbronzatura qui).

Gli UVB costituiscono una minima parte, il 5%, degli UV che arrivano alla pelle, ma possono fare molti danni! Infatti, possiedono una fortissima energia che scaricano sull’epidermide (lo strato più esterno che insieme al derma e all’ipoderma forma la pelle) che, però, non li percepisce con alcuna sensazione perché si tratta di raggi freddi.

Gli UVA ricoprono il restante 95%. Sono i fratelli maggiori, meno energetici e all’apparenza innocui, ma in realtà sono più pericolosi degli UVB perché agiscono in profondità sul derma dove non esistono strutture biologiche di difesa. Questi sono i raggi comunemente utilizzati nelle lampade solari (dove sono potenziati di circa 12 volte rispetto a quelli provenienti dal sole).

Come reagisce la pelle?

Partiamo dal presupposto che queste reazioni si verifichino ogni qualvolta la pelle non è protetta correttamente:

  • ai raggi UVB reagisce nell’immediato arrossandosi, surriscaldandosi e, nei casi più estremi, con SCOTTATURE ed ERITEMI. Contemporaneamente a ciò vengono stimolati due meccanismi di protezione che hanno tempistiche meno immediate (2-3 giorni): la produzione di nuova melanina e l’ispessimento dello strato corneo (lo strato più superficiale dell’epidermide composto da cellule morte).
  • i raggi UVA hanno, invece, azioni dannose a lungo termine perché danneggiano il collagene, l’elastina e l’acido ialuronico e sono i maggiori responsabili del foto-invecchiamento. Sono stati a lungo ritenuti abbronzanti perché la pelle in effetti reagisce immediatamente con una leggera pigmentazione quando esposta ad essi, ma questo è dovuto al fatto che sono in grado solo di far maturare le molecole di melanina già formata in superficie, non di stimolare la produzione di nuova come, invece, fanno i raggi UVB.

Quindi non esaltarti troppo per quel leggero segno del costume che vedi la prima volta che prendi il sole in terrazza o ti fai una lampada solare; in realtà quella è un’abbronzatura poco duratura e superficiale!

Come si ottiene un’abbronzatura duratura?

Con il tempo e per merito degli UVB, adottando tutti gli accorgimenti per evitare la comparsa degli effetti collaterali negativi:

  • esponiniti gradualmente, per periodi brevi (è meglio quattro ore nell’arco di una settimana che in soli due giorni);
  • evita le ore più calde (11-15) perché sono quelle in cui i raggi incidenti sono meno filtrati dall’atmosfera e sono, quindi, più dannosi per la pelle;
  • utilizza prodotti contenenti filtri solari, sostanze in grado di assorbire o schermare le radiazioni UVA e UVB in modo più o meno esteso e con meccanismi diversi.

Come vengono classificati i filtri solari?

  • FISICI O MINERALI che fungono da “specchio” riflettendo le radiazioni;
  • CHIMICI OD ORGANICI che funzionano come molle assorbendo l’energia solare al posto delle cellule.

Quali filtri è meglio preferire?

Se vuoi una buona spalmabilità, ma anche una certa resistenza del prodotto sulla pelle è combinare più filtri con meccanismi differenti (chimico e fisico), soprattutto per le protezioni più alte (lo puoi vedere, ad esempio, nelle nostre creme a protezione solare alta e molto alta).

Cosa significa il numeretto riportato sulle confezioni?

È l’SPF, il Sun Protecting Factor: quanto più è alto, tanto maggiore è la quantità di raggi UVB necessaria per provocare un eritema sulla pelle protetta con quel cosmetico. Di conseguenza, minore sarà il rischio di scottarsi.

No, non c’entra nulla con la durata di esposizione come ha fatto credere (male) qualche influencer poco informata.

I troppi numeri sui prodotti solari in commercio ti confondono? Per evitare questo la commissione Europea ha stilato delle linee guida per la classificazione in poche e semplici categorie:

  • spf 6 o 10 = protezione bassa;
  • spf 15, 20 o 25 = media;
  • spf 30 o 50 = alta;
  • spf 50 + = molto alta

Ma quindi se metto l’SPF 30 sono protett* il doppio che se mettessi l’SPF15?

No, non funziona al raddoppio. La percentuale di raggi solari che la protezione 15 riesce a schermare è circa il 93%, l’SPF 30 il 96,7% e l’SPF 50 è il 98%!! Percentuali molto vicine, se ci pensi, non c’è questa gran differenza tra le protezioni; tutto dipende dalla fotosensibilità della tua pelle e da quanti raggi siano necessari a provocare una reazione di arrossamento/eritema.

ATTENZIONE!!! Non esiste lo schermo TOTALE o l’SPF 100. Sono una bufala perché nessun prodotto riesce a filtrare la totalità dei raggi!

Vuoi sapere quale sia il solare più adatto a te? Leggi il nostro articolo qui!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *